Jaele uccide Sisara


Museo Civico di Taverna

Olio su tela cm100x128

Opera del 1650-52 ca


In questo dipinto sulla storia biblica, l’eroina Jaele è rappresentata a mezzo busto con indosso un turbante persiano, mentre tiene un martello nella mano destra. Ella guarda verso il cielo con un’espressione piena di gratitudine ed inaspettata tranquillità. Di Sisara, la vittima supina, è raffigurata solo la testa con il fatale chiodo che sporge. Jaele uccide Sisara è stata attribuita a Mattia Preti; alcuni studiosi hanno sostenuto che quest’opera fosse stata realizzata da un artista molto familiare con lo stile del Preti. Per il momento l’attribuzione è a Gregorio Preti, anche se il chiaroscuro, la lisciatura delle superfici e l’attento lavoro di finitura, non sono incompatibili con lo stile dello stesso.


Jaele uccide Sisara

Museo Civico di Taverna

Olio su tela cm100x128 (1650)

In this picture focused on the biblical story, the heroine Jael is wearing a Persian turban, and holding a hammer in his right hand. She looks toward the sky with an expression full of gratitude and unexpected calm. Sisara the victim is represented only with head by wich the fatal nail is protruding. Jael kills Sisara has been attributed to Mattia Preti,although some scholars would attribute this work to a familiar artist having the style of Preti. For the moment the assignment is to Gregory Preti, even if the features of this painting doesn’t represent at all his style.

Madonna della Provvidenza


Chiesa di San Domenico, Taverna (CZ)

Olio su tela cm 245x170

Opera del 1632 ca


La Madonna è seduta su un trono al centro di una composizione architettonica di stile classico. Il Gesù Cristo Bambino, in piedi sul grembo materno, è rivolto a benedire San Francesco D’Assisi che è inginocchiato a destra. Un angelo in volo tiene un libro, forse la Regola dell’Ordine Francescano. A sinistra, si vede Santa Maria Maddalena; in alto a sinistra, un angelo tiene gli attributi della sua penitenza: un vaso di unguenti e una sferza. Il quadro fu attributo a Mattia Preti.; la maggior parte degli scrittori, incluso Roberto Longhi, lo hanno considerato uno dei primissimi lavori, probabilmente uno dei primi esistenti di questo artista. Successivamente l’attribuzione di questo quadro venne assegnata a Gregorio Preti. L’espressione devota e leggermente malinconica dei volti della Maddalena e di San Francesco fa parte di una tipologia impiegata da Gregorio in ogni fase della sua carriera. Pittore competente, Gregorio non divise con Mattia la capacità di penetrazione psicologica. La tecnica pittorica di Gregorio non è mai così energica e brillante come quella del fratello. Le superfici delle figure, i materiali e l’architettura di questo quadro, mostrano una omogeneità che è del tutto estranea a Mattia. Alcuni studiosi collocano questo quadro al primissimo periodo pretiano degli anni 1630-35.


Madonna della Provvidenza

Chiesa di San Domenico

Olio su tela cm 245x170 (1632)

The Madonna is seated on the throne in the middle of an architectural classic style. Jesus the Christ Child, standing on the womb, is designed blessing St. Francis of Assisi who is kneeling on the right. An angel takes a book, perhaps the Rule of the Franciscan Order. On the left, we can see Santa Maria Maddalena and an angel holding the attributes of his penance: a jar of ointment and a whip. The picture was attributeed to Mattia Preti. The most part of the writers, including Roberto Longhi, considered this painting, one of the earliest works, probably one of the first of this artist. Subsequently, the allocation of this picture was assigned to Gregorio Preti. Actually The devout expression and slightly melancholic faces of Mary Magdalene and St. Francis is one of the features used by Gregory in every phase of his career. The painting technique of Gregory is never so strong and bright as that of his brother. The features of the figures, the materials and architecture by this framework, demonstrate a uniformity that does’nt represent at all the style of Matthias.

Madonna del Carmelo con San Lorenzo, San Francesco Saverio, Sant’Apollonia e Santa Lucia


Chiesa di San Domenico, Taverna (CZ)

Olio su tela cm 206x136

Opera del XVII secolo, ottavo decennio


La Vergine e il Bambino sono raffigurati seduti su nuvole nel registro superiore del quadro. Essi sono avvolti nel mantello azzurro della Vergine che è trapunto di stelle. Con una mano la Vergine sostiene il bambino che è seduto su di un cuscino dorato. Nella parte superiore sinistra e nell’angolo destro della composizione, tre angeli evanescenti, portano la corona sulla testa della Vergine; questi angeli, sembra siano stati aggiunti alla composizione del Preti da un pittore sconosciuto. Nella parte bassa del quadro si vedono le figure a mezzobusto di San Lorenzo con la palma e la graticola del martirio e San Francesco Saverio che tiene i gigli. Dietro le spalle di questi due santi si vedono le facce di due vergini martiri: a sinistra, Santa Apollonia con i suoi attributi,dente e tenaglia; a destra, Santa Lucia che tiene il vassoio con dentro i suoi occhi. Appena visibili, nella parte inferiore della tela, tre piccole figure di anime avvolte dalle fiamme del Purgatorio. La Madonna del Carmelo è una delle opere più attentamente eseguite tra quelle del Preti che si trovano a Taverna. Le mani e i visi dei Santi, Lorenzo e Francesco Saverio, sono notevolmente delicate a paragone dei molti altri personaggi dei suoi quadri. Alcuni studiosi assegnano quest’opera al periodo napoletano del Preti in base alle qualità pittoriche. La ristretta selezione dei colori e l’uso libero della sottostante imprimitura come mezza ombra, sono tipiche dello stile tardo del Preti, dopo il 1675 circa. La datazione probabile di questo dipinto potrebbe risalire ai primi anni ’80.


Madonna del Carmelo con San Lorenzo, San Francesco Saverio, Sant’Apollonia e Santa Lucia

Chiesa di San Domenico

Oil painting cm 206x136 ( XVII)

The Virgin and Child are represented sitting on clouds in the upper part of the framework. They are wrapped in the blue cloak of the Virgin realized using little stars. With one hand the Virgin is holding the child seated on a golden pillow. On the top of the composition, three evanescent angels are represented;they are carrying the crown on the head of the Virgin; these angels seem to have been added to the composition of Preti by an unknown painter. At the bottom of the picture we can se the figure of San Lorenzo holding the grate and the palm of martyrdom and St. Francis holding lilies. Behind the schoulders of these two saints we can see the faces of two virgin martyrs: on the left, Santa Apollonia and its attributes i.e. tooth and pincers, on the right, Saint Lucia, which is holding her eyes on the tray. Just visible at the bottom of the canvas, three small figures of souls wrapped in flames of Purgatory. Making a comparison beetween the works of Preti we can note that this painting is carefully executed. According to the pictorial features of the work, some scholars assign this work to the Neapolitan period of Preti.

Il Redentore Infantile


Chiesa di San Domenico, Taverna (CZ)

Olio su tela cm 185x112

Opera dei primi anni 1690


Cristo Bambino è rappresentato racchiuso in una mandorla di luce dorata. Il Bambino guarda direttamente l’osservatore e alza la sua mano destra in segno di benedizione. Due angeli, su entrambi i lati del globo, tengono i simboli della sua passione: la Corona di Spine e i Chiodi della Croce (a sinistra); la Lancia e la Colonna (a destra). Le dimensioni, relativamente piccole della tela usata dal Preti, sollevano la possibilità che l’opera non sia stata originariamente concepita per essere una pala d’altare in San Domenico. Il dipinto è stato descritto come una produzione della bottega del Preti a Malta. L’artista ha consentito che l’imprimitura rosso-bruna della tela si mostrasse liberamente da cima a fondo in tutte le ombre, come un segno distintivo del suo ultimo stile. Il Redentore Infante deve essere datato all’ultimo periodo degli anni ’80 o agli inizi degli anni ’90 del Seicento.


Il Redentore Infante

Chiesa di San Domenico

Oil Painting cm 185x112 (1690)

Christ the Child is enclosed in a golden light almond. The Child looks directly the observer and raises his right hand in a gesture of blessing. Two angels on both sides of the globe, take the symbols of his passion: the Crown of Thorns and Nails of the Cross (left), the Lance and the column (right). The little size of the canvas used by Priests, explains the possibility that the work was not originally designed to be an altar in San Domenico. The painting was described as a production of Preti in Malta. The artist gave the red-brown colors of the canvas from the top to the bottom in all the shadows, as a distinctive sign of his latest style.

San Giacinto

Museo Civico di Taverna

Olio su tela cm 96x70

Il Santo congiunge la mani in preghiera e guarda in alto. La Vergine appare seduta su nuvole e tiene una banderuola con su scritte le miracolose parole rivolte al Santo. San Giacinto era un frate domenicano di origine polacca. Questa immagine a mezzo busto di San Giacinto è chiaramente attribuita a Gregorio Preti. La datazione più probabile di questa tela è circa il 1640.



San Giacinto (1690)

Museo Civico di Taverna

Oil Painting cm 96x70

The Saint is joining the hands in prayer and looks up. The Virgin appears sitting on clouds and and she is keeping on write the words addressed to the miraculous Saint. He actually was a Dominican friar having Polish origin. The bust of St. Hyacinth is clearly attributed to Gregorio Preti. This painting could be dated about 1640.

Madonna della Purità con San Gennaro e San Nicola di Bari


Chiesa di San Domenico

Olio su tela cm 248x196

La Vergine col Bambino appare in alto, fra nuvole ed angeli nuvole, ai Santi Vescovi Nicola di Bari e Gennaro. Il Bambino, in piedi sul grembo materno, tocca il suo seno. Il latte della Madonna ne simbolizza la pietà e la benedizione. San Nicola, inginocchiato a sinistra, guarda la Madonna e il Bambino in adorazione. San Gennaro, a destra, mostra la miracolosa ampolla del suo sangue. La fonte per il titolo popolare di questo quadro, la Madonna della Purità, è sconosciuta. La Madonna della Purità fu eseguita in collaborazione da Mattia Preti e suo fratello Gregorio. Il contributo di Mattia fu limitato alla figura di San Nicola di Bari che risalta per la sua monumentalità e il chiaroscuro caravaggesco. Gregorio, il membro anziano della società in quel periodo, dipinse tutte le altre figure. Gregorio tendeva a porre le figure in pose statiche e dritte, come il San Gennaro dimostra.


Madonna della Purità con San Gennaro e San Nicola di Bari

Chiesa di San Domenico

Oil Painting cm 248x196 (1690)

The Virgin and Child are represented on the top of the work, between clouds and angels, and the Bishops Saints Nicholas of Bari and S Gennaro. The Child, standing on the womb, touches her breast. The Milk of the Virgin symbolizes the mercy and the blessing. San Nicholas is kneeling on the left looking at the Virgin and Child in adoration.San Gennaro,on the right, shows the miraculous cruet of his blood. The source for the title of this popular framework, Our Lady of Purity, is unknown. Our Lady of Purity was performed in collaboration by Mattia Preti and his brother Gregory. The contribution of Matthias was limited to the figure of St. Nicholas of Bari, while, Gregory, the senior member of the society in that period, he painted all the others figures. Gregory sought to lay the figure in static pose and straight, like the San Gennaro shows.


La Crocifissione

Chiesa di San Domenico

Olio su tela cm 233x159

Opera del 1682-84 ca


La composizione è dominata dal corpo crocifisso del Cristo, eroico persino nella morte. Le aste di legno della Croce, si vedono quasi frontalmente e si estendono per l’intera altezza e larghezza del quadro. La Vergine Maria si trova a sinistra della Croce, i suoi occhi sono sollevati e la mani incrociate in adorazione. Al centro Maria Maddalena abbraccia il piede della Croce, il suo viso è solcato dalle lacrime. La presenza di San Giovanni nella Crocifissione è testimoniata dallo stesso Evangelista. L’apostolo amato dal Cristo, solleva il suo mantello fino al viso nell’inutile tentativo di contenere le lacrime. Il profondo pathos e la tragica tonalità di questa Crocifissione, dimostrano l’adesione del Preti alla formazione caravaggesca.


Chiesa di San Domenico

Oil Painting cm 233x159 (1687)

The composition is dominated by the heroic body of the crucified Christ.The cross is the main element of the work.. The Virgin Mary is on the left of the Cross, having raised eyes and crossed hands in adoration.In the middle of the painting there is Mary Magdalene embracing the basisof the Cross, she is crying and her face is furrowed by tears. The presence of St. John in the Crucifixion is witnessed by the same Evangelist. The apostle loved by Christ, raised his cloak up to his face attempting to contain the tears. The deep pathos and the tragic tone of the Crucifixion both demonstrate adherence to the Caravaggio’s style.

Martirio di San Pietro da Verona

Chiesa di San Domenico, Taverna (CZ)

Olio su tela cm 240x167

Opera del 1687 ca


San Pietro Martire nacque a Verona intorno al 1205, si convertì al Cristianesimo ed entrò nell’Ordine dei Domenicani intorno al 1221. Nei dipinti del suo martirio, come in questa pala d’altare di Preti, San Pietro è di solito rappresentato gettato a terra e mortalmente ferito dal suo assassino. Come ultimo supremo gesto della sua fede, il santo ha scritto sul terreno con il suo sangue, la parola CREDO. Non sono noti documenti riguardanti la commissione di questa pala d’altare. Secondo alcuni studiosi il dipinto è stato riconosciuto come uno degli ultimi lavori di Taverna, eseguiti dal Preti non prima del San Sebastiano nel 1687. Infatti, da un lato, lo stile scuro dell’opera, caratteristico del periodo tardo e le figure quasi incorporee, non escludono una datazione così avanzata, risalente ai primi anni. È molto probabile che l’opera sia stata commissionata o donata dal Preti in associazione alla costruzione dei nuovi altari di San Domenico, durante gli anni 1680-90.


Martirio di San Pietro da Verona

Chiesa di San Domenico

Oil Painting cm 240x167 (1687)

St. Peter Martyr was born in Verona around 1205.In the painting of his martyrdom, as in the altarpiece of Preti, San Peter is on the ground and mortally wounded by his murderess. As a final gesture of supreme faith, the saint wrote on the ground with his blood, the word CREDO- I Believe. According to some experts, the painting was recognized as one of the last works of Taverna, performed by Preti not before the painting of San Sebastian in 1687.May be the work has been commissioned or donated by the artist in connection with the construction of the new altar of San Domenico during the years 1680-90.


Dio Padre Benedicente

Olio su tela, cm 76x53

Opera del 1680 ca


Il Dio Padre Benedicente nella cimasa dell’altare è stato certamente eseguito contemporaneamente al quadro di San Giovanni Battista. I tratti nobili dell’eterno padre sono virtualmente identici a quelli dello stesso soggetto trattato dal Presti in una lunetta databile agli anni 80 del Seicento, ora nel Museo Nazionale di Belle Arti.


Dio Padre Benedicente (1680)

Oil painting , cm 76x53

The Blessing Father on the altar was certainly performed at the same time of St. John the Baptist. The noble traits of the Eternal Father are identical to those of the subject realized by Preti in another work dating around 1600.

La predica di San Giovanni Battista con l’autoritratto dell’artista

Chiesa di San Domenico, Taverna (CZ)

Olio su tela cm 290x202

Opera del 1680


La vigorosa figura del Battista di Preti, domina la superficie di questa tela; un voluminoso mantello rosso avvolge la figura e la separa dai colori molto simili degli alberi e delle rocce. La coppa in primo piano è un riferimento al battesimo di Cristo. A destra, un angelo accarezza un agnello, simbolo di Cristo. Nell’angolo in basso a destra, Mattia Preti ha incluso il suo autoritratto come donatore dell’altare stesso. L’artista è vestito con una tunica rossa e bianca. Il quadro è stato mandato dal Preti da Malta per decorare un altare che egli aveva fatto costruire nella prima cappella laterale sinistra della Chiesa di San Domenico. Il quadro di San Giovanni Battista e quello di San Sebastiano, possono essere sufficientemente comparabili in stile e tecnica di esecuzione, ciò conferma che entrambi i dipinti risalgono allo stesso periodo, circa al 1687.



La predica di San Giovanni Battista con l’autoritratto dell’artista

Chiesa di San Domenico

Oil painting cm 290x202 (1680)

The strong figure of Jhoan the Baptist, is the most important element by this painting.; a voluminous red cloak wrapped the figure separating it from the trees and rocks having a very similar color. The cup in the foreground is a reference to the baptism of Christ.On theright, an angel is caressing a lamb,symbol of Christ. In the lower corner on the right, Mattia Preti included him-self in this painting.The artist is dressed in a red and white tunic.The picture was sent by Preti from Malta in order to decorate an altar placed in the first chapel on the left side of the Church of San Domenico. The picture of St. John the Baptist and St. Sebastian, may be sufficiently comparable in style and technique of execution, this confirms that both the paintings were realized around the same period, approximately during the 1687.

Martirio di San Sebastiano

Chiesa di San Domenico

Olio su tela cm 272x195

XVII secolo, ottavo decennio (ante 1687)


San Sebastiano, capitano delle guardie imperiali romane condannato a morte in seguito alla sua conversione al Cristianesimo, fu legato a un albero e colpito con molte frecce senza però morire. Dopo essere stato guarito dalle sante donne, il coraggioso Sebastiano fu giustiziato a bastonate. San Sebastiano, santo patrono di Taverna, è stato diffusamente venerato come protettore contro la peste. Nel corso della sua carriera, Preti ha dipinto numerose raffigurazioni si San Sebastiano, un tema al quale egli corrispondeva con una emotiva convinzione


Martirio di San Sebastiano

Chiesa di San Domenico

Oil Painting cm 272x195 (1687 c.a)

San Sebastian was the captain of the Imperial Roman guard sentenced to death by Diocletian following his conversion to Christianity. He was tied to a tree and hit with many arrows without dying. After being healed by the holy women,the

brave Sebastian was beaten again.San Sebastian, patron and Saint of Taverna, was widely revered as a protector against plague.During his career, Preti painted many representations of San Sebastin, a subject by which he corresponded with a several emotional feeling.

Madonna degli Angeli con San Michele Arcangelo e San Francesco D’Assisi

Chiesa di San Domenico

Olio su tela cm 269x192

Opera del XVII secolo, ottavo decennio


La Vergine e il Bambino su un trono di nuvole vengono adorati dall’Arcangelo Michele, a sinistra e da San Francesco D’Assisi che si inginocchia a destra. San Michele calpesta un demonio, la cui coda si srotola nello sfondo. San Francesco tiene un semplice crocifisso e incrocia le braccia sul petto; le sue mani mostrano i segni delle stigmate. La destinazione originale di questo quadro era l’altare maggiore della Chiesa dei Cappuccini. San Michele Arcangelo era il patrono della Vecchia Taverna. Mattia Preti eseguì almeno tre dipinti per la Chiesa dei Cappuccini in Taverna: quest’opera e la Madonna del Carmelo furono entrambe trasferite nella Chiesa di San Domenico nel 1935, quando la Chiesa dei Cappuccini venne definitivamente abbandonata.


Madonna degli Angeli con San Michele Arcangelo e San Francesco D’Assisi

Church of San Domenico

Oil Painting cm 269x192 (XVII)

The Virgin and Child on a throne of clouds are adored by Michele the Archangel on the left side and St. Francis of Assisi who kneels to the right.. St. Michael is trampling the devil whose tail is unrolls into the background. St. Francis is holding a crucifix and crossing his arms on his chest.

His hands show signs of wounds. The original destination of this work was the main altar of the Church of the CapuchinsSt. Michael the Archangel was the patron of the Old Tavern. Mattia Preti performed at least three paintings for the Church of the Capuchins in Taverna. This work and the Madonna of Carmel were both transferred to the Church of San Domenico in 1935 when the Church of the Capuchins was finally left.

San Francesco da Paola

Chiesa di San Domenico

Olio su tela, cm 183x127

Opera del 1678 ca


Non è noto nessun documento riguardante questo quadro. L’opera appartiene chiaramente al periodo tardo del Preti, dopo il 1678, caratterizzato da uno stile scuro. Sembra probabile che l’opera sia stata commissionata in associazione alla costruzione dei nuovi altari in San Domenico. La composizione del dipinto richiama la pala d’altare raffigurante San Francesco di Paola, che Preti eseguì per la Cappella Schipani nella Chiesa di Sant’Agostino degli Scalzi a Napoli.



San Francesco di Paola

Chiesa di San Domenico

Oil Painting, cm 183x127 (1678)

There isn’t any document concerning this work. The work clearly belongs to the late period of Preti, after 1678,characterized by a dark style. It seems that the work has been commissioned in association with the construction of the new altar in San Domenico. The composition of the painting recalls the altarpiece esecuted by Preti on the Schipani chapel in Naple representing San Francesco di Paola.

I Santi Pietro e Paolo

Olio su tela, cm 74x54

Opera del 1651-52


I Santi Pietro e Paolo sono raffigurati in gloria seduti su delle nuvole; Pietro è identificabile dai suoi attributi, le chiavi della Chiesa, che tiene nella mano sinistra e dalla mantella gialla e dalla tunica blu. L’apostolo Paolo è raffigurato alla sinistra di Pietro; la punta della spada è visibile appena sotto la zona danneggiata del dipinto. Sullo sfondo, a destra, appaiono due sante, una delle quali è una suora. Il dipinto è un bozzetto preparatorio per le figure dipinte da Mattia Preti nella cupola di San Biagio a Modena. Questa tela inedita è stata solo recentemente riportata alla luce da Giuseppe Valentino. Il dipinto nel corso dei secoli ha subito seri danni.



San Pietro e paolo

Museo Civico di Taverna

Oil Painting, cm 74x54 (1651-52)

Saints Peter and Paul are represented seated in glory on the clouds; Peter is identified by his attributes, i.e. by the keys of the Church holding on his left hand and wearing the yellow cape and the blue tunic. The apostle Paul is shown to the left side of Peter. The sword’s tip is visible just below the damaged area of the painting.In the background,on the right sight, there are two Saints, one of which is a sister. The painting is a preparatory sketch for the figures painted by Mattia Preti in the dome of San Biagio in Modena. This new painting was only recently discovered by Giuseppe Valentino. The painting over the centuries has suffered several damages.